Skip to content
Inizia con 100 crediti di verifica gratuiti
Qualisend
Riferimento

Glossario della deliverability email.

Definizioni in parole semplici dei termini di deliverability e verifica email che decidono se i tuoi messaggi raggiungono la posta in arrivo. Ognuna rimanda a una guida completa, se vuoi approfondire.

B
Blacklist (blocklist)
Una lista pubblica di indirizzi IP o domini i cui messaggi vengono rifiutati o rallentati da un provider di posta o da un filtro. Finire in blacklist compromette il recapito finché non risolvi la causa e, per la maggior parte delle liste, non richiedi la rimozione. Blacklist email: come funzionano →
Bounce
Un messaggio rifiutato dal server di destinazione. Un hard bounce è permanente (l'indirizzo o il dominio non esiste) e va soppresso; un soft bounce è temporaneo (una casella piena o un problema momentaneo del server) e l'invio si può ritentare. Classificazione dei bounce →
C
Codice motivo
Un'etichetta breve e leggibile dalle macchine che uno strumento di verifica restituisce insieme allo stato, per spiegare perché un indirizzo ha ricevuto quell'esito: per esempio un null MX, una casella piena o un dominio usa e getta. Come funziona la verifica →
D
Deliverability
Indica se i tuoi messaggi raggiungono davvero la posta in arrivo invece di finire nello spam o rimbalzare. Dipende da autenticazione, reputazione del mittente, engagement, segnalazioni di spam e qualità della lista, non solo dai contenuti. Guida alla deliverability →
Disiscrizione con un clic
La coppia di header List-Unsubscribe e List-Unsubscribe-Post (RFC 8058) che permette a un destinatario di disiscriversi con un solo tocco dal client di posta. Google e Yahoo la richiedono per le email di marketing inviate in grandi volumi. Disiscrizione con un clic →
DKIM
DomainKeys Identified Mail: una firma crittografica aggiunta a ogni messaggio che permette al server ricevente di confermare che non è stato alterato e che proviene davvero dal tuo dominio. Uno dei tre standard di autenticazione fondamentali. SPF, DKIM e DMARC →
DMARC
Una policy DNS che collega SPF e DKIM all'indirizzo From visibile, indica ai server riceventi cosa fare quando un messaggio non supera l'autenticazione e ti invia dei report. Google e Yahoo richiedono una policy pubblicata a chi invia grandi volumi. Come configurare DMARC →
DNS inverso (PTR)
Un record DNS che associa un IP di invio a un hostname. Un PTR mancante o generico è un motivo frequente per cui un server legittimo finisce in blacklist infrastrutturali come SpamRats. Blacklist SpamRats →
DNSBL
Una blacklist basata su DNS, interrogata via DNS in tempo reale all'arrivo dei messaggi, che indica se un IP o un dominio di invio è in blacklist. È la forma tecnica della maggior parte delle blacklist. Blacklist email: come funzionano →
Dominio catch-all
Un dominio configurato per accettare posta destinata a qualsiasi indirizzo, quindi il server non può confermare se una specifica casella esiste. La verifica classifica questi indirizzi come a rischio perché non si possono confermare con certezza via SMTP. Cos'è un'email catch-all →
Double opt-in
Un flusso di iscrizione in cui l'iscritto conferma tramite un link ricevuto via email prima di essere aggiunto alla tua lista. Dimostra che l'indirizzo è reale e che la persona ha dato il consenso, al prezzo di qualche iscrizione in meno. Single o double opt-in →
F
Feedback loop (FBL)
Un servizio offerto da alcuni provider di posta che ti inoltra un report ogni volta che un destinatario segnala un tuo messaggio come spam, così puoi sopprimere quell'indirizzo. Registrarsi ai FBL è la base della gestione delle segnalazioni di spam. Feedback loop email →
G
Greylisting
Una tattica antispam in cui un server rifiuta temporaneamente i messaggi di un mittente sconosciuto al primo contatto, aspettandosi che un server legittimo riprovi. Può rendere una casella non verificabile per un breve periodo. Cos'è il greylisting →
I
Igiene della lista
La pratica continua di verificare, pulire e sopprimere indirizzi per inviare solo a destinatari reali e coinvolti. Tiene bassi bounce, segnalazioni di spam e invii a spam trap. Come pulire una lista →
Indirizzo email usa e getta
Una casella temporanea (spesso di un servizio di email usa e getta) usata per completare un'iscrizione senza fornire un indirizzo reale. Di solito smette presto di funzionare, quindi conviene intercettarla già nel punto di acquisizione. Indirizzi generici, usa e getta e gratuiti →
Indirizzo generico
Una casella condivisa legata a una funzione, come info@, sales@ o support@, anziché la casella di una persona. Questi indirizzi ricevono più segnalazioni di spam: conviene segnalarli a parte quando verifichi. Indirizzi generici, usa e getta e gratuiti →
IP dedicato
Un indirizzo IP di invio usato da un solo mittente, quindi la sua reputazione riflette solo i tuoi messaggi. L'opposto di un IP condiviso, con cui erediti il comportamento di invio di tutti quelli che lo usano. IP dedicato o condiviso →
N
Null MX
Un singolo record MX con destinazione vuota (RFC 7505), usato da un dominio per dichiarare esplicitamente che non accetta email. I messaggi verso un dominio con null MX vengono rifiutati subito. Strumento di ricerca record MX →
P
Postmaster Tools
La dashboard gratuita di Google che mostra la reputazione del tuo dominio e del tuo IP, il tasso di segnalazioni spam e i risultati di autenticazione così come li misura Gmail. La fonte di riferimento per il posizionamento in Gmail. Email che finiscono nello spam in Gmail →
Punteggio di affidabilità
Un valore da 0 a 100 che uno strumento di verifica assegna a ogni indirizzo, ordinando i risultati in base a quanto sembrano sicuri. È una stima di probabilità, non una garanzia: utile per stabilire le priorità tra i casi dubbi. Come funziona la verifica →
R
Record MX
Una voce DNS che indica i server di posta incaricati di ricevere le email di un dominio, ciascuno con una priorità. Un dominio senza record MX non può accettare posta, quindi ogni indirizzo su quel dominio rimbalzerà. Strumento di ricerca record MX →
Reputazione del mittente
Il punteggio di fiducia che i provider di posta assegnano al tuo dominio e IP di invio in base a segnalazioni di spam, bounce, invii a spam trap ed engagement. È il fattore più importante per il posizionamento nella posta in arrivo. Reputazione del mittente →
Requisiti per i mittenti
Gli standard che Google e Yahoo impongono a chi invia grandi volumi: SPF, DKIM e DMARC, disiscrizione con un clic, DNS inverso valido, TLS e un tasso di segnalazioni spam sotto lo 0,3%. Requisiti per i mittenti di Google e Yahoo →
S
SMTP
Simple Mail Transfer Protocol: il linguaggio che i server di posta usano per passarsi i messaggi. I suoi codici di risposta numerici (come 250, 550 o 421) indicano se un messaggio è stato accettato, rifiutato o rinviato. Codici di risposta SMTP →
Spam trap
Un indirizzo che esiste solo per intercettare i mittenti con una cattiva gestione dei consensi o dell'igiene della lista. Colpirne una (una trap pura, mai iscritta a nulla, o un vecchio indirizzo inattivo riciclato) segnala una lista sporca e danneggia la reputazione. Cosa sono le spam trap →
SPF
Sender Policy Framework: un record DNS che elenca i server autorizzati a inviare posta per il tuo dominio. Il server ricevente lo controlla per confermare che il server di invio sia autorizzato. SPF, DKIM e DMARC →
T
Tasso di bounce
La quota di messaggi inviati che rimbalzano, di solito espressa in percentuale. Sotto il 2% è in genere un valore sano; un tasso in crescita dipende quasi sempre dall'igiene della lista, non dalla piattaforma di invio. Perché il tasso di bounce è importante →
Tasso di segnalazioni spam
La quota di messaggi recapitati che i destinatari segnalano come spam. Google chiede a chi invia grandi volumi di restare sotto lo 0,1% e di non arrivare mai allo 0,3%: è il segnale negativo più forte su cui agisce un filtro. Tasso di segnalazioni spam →
V
Verifica email
Controllare se un indirizzo è valido e in grado di ricevere posta prima di inviare (sintassi, dominio e record MX, più un test SMTP della casella), restituendo uno stato, un motivo e un punteggio di affidabilità. Cos'è la verifica email →
Verifica in blocco
Verificare un'intera lista di indirizzi in un'unica elaborazione, di solito caricando un CSV, invece di un indirizzo alla volta in tempo reale. Serve a pulire una lista che hai già prima di inviare. Verifica email in blocco →
W
Warm-up dell'IP
Aumentare gradualmente il volume di invio su un nuovo IP o dominio, così i provider di posta acquisiscono fiducia invece di segnalare un picco improvviso. Saltarlo è una causa frequente di problemi di deliverability nelle prime fasi. Come fare il warm-up di un IP →

Metti in pratica il glossario

Verifica e pulisci la tua lista per tenere bassi bounce, segnalazioni di spam e invii a spam trap. Inizia gratis con 100 crediti, senza carta di credito.

Inizia a verificare